INTRODUZIONE A NEVROSI E PSICOSINel corso degli anni sono stati dati numerosi sistemi di classificazione delle malattie mentali; l’utilità di questi sta nel fatto che permettono di riferirsi ad un linguaggio comune a tutti quelli che si occupano di questi problemi. Attualmente si utilizzano due tipi di sistemi classificatori (internazionali):
Il primo I.C.D. abbraccia tutte le malattie di tutti gli ambiti medici. In genere i sistemi di classificazione non corrispondevano, nel senso che se si faceva riferimento ad uno, non vi erano le stesse malattie nell’altro; la novità è stata di farli combaciare il più possibile con l’intento, in futuro, di renderli simili. Il D.S.M. è definito ATEORETICO vale a dire che non si basa su un assunto di partenza che poi deve dimostrare con la classificazione; è neutrale non implica prese di posizione sui grandi temi della psichiatria. Si tratta della registrazione di una serie di sintomi, secondo categorie, numericamente definiti; viene richiesto un numero minimo di sintomi, appartenenti ad un gruppo specifico, per fare la diagnosi. Perché multiassiale: in teoria questo sistema dovrebbe dare una valutazione il più possibile obiettiva e completa dei problemi di un paziente affetto da disturbo psichico.
Tutto questo discorso può essere utile se capita di sentir parlare di classificazioni e quindi riconoscere i criteri. E’ importante per tutti chiarire la classificazione a cui si fa riferimento. Oltre a questi sistemi di classificazione, in realtà, tutti fanno riferimento a due termini un po' ambigui: NEVROSI = si intende un disturbo psichico che comporta un disagio per l’individuo ma senza alterare il suo contatto con la realtà. PSICOSI = situazione di disagio psichico in cui c’è il distacco dalla realtà. Nevrosi è un disturbo che comporta disagio soggettivo per l’individuo di cui l’individuo stesso è consapevole e nei confronti del quale è critico, ossia ammette questa sofferenza e in genere cerca aiuto. Psicosi è una situazione in cui c’è sì, il distacco dalla realtà, ma l’individuo non è consapevole e, anzi, considera i tentativi di ricondurlo alla realtà come atti di costrizione e violenza o addirittura come la dimostrazione che esiste un complotto intorno a lui. In medicina ci sono, ad esempio, degli steccati che per una patologia organica sono molto più netti, nel campo dei disturbi psichici questi steccati non sono altrettanto forti, ma sono meno distinti. Esempio: fra nevrosi e psicosi i limiti non sempre sono individuabili, la nevrosi ossessiva (che implica piena coscienza da parte dell’individuo, il senso preciso dell’abnormità del suo modo di ragionare) pur rientrando per queste caratteristiche a pieno titolo fra le nevrosi, vedremo che è molto grave ed in alcuni casi è più difficile da curare di alcune psicosi. Questo per dire che ci sono difficoltà anche nelle classificazioni delle malattie psichiche e non sempre sono nette e distinte. Secondo un criterio prognostico si è visto che per una psicosi (in particolare per la schizofrenia) le forme più precocemente esordiscono e più insidiosamente ossia quanto prima si manifestano nell’età e quanto più lentamente evolvono, tanto più è difficile uscirne e tanto più facile è che questa malattia si cronicizzi; quanto più acuto è l’esordio e quanto più tardiva è l’età di esordio, tanto migliore è la prognosi. PSICOTERAPIA è l’utilizzo delle tecniche di comunicazione verbale: alcuni preferiscono l’uso del farmaco e altri delle parole, ma nelle situazioni più gravi questa non è consigliabile. In psichiatria, in genere, è importante il discorso della continuità terapeutica perché se la persona ha difficoltà ad esprimersi e dopo tanti sforzi un terapeuta ci riesce non è giusto né corretto mandarla da un altro che può disfare tutto il lavoro fatto. Non sempre nelle psicosi c’è involuzione cognitiva anche se la capacità intellettiva indubbiamente cala, ma ciò è dovuto anche al fatto che questo individuo dirada i contatti sociali e le relazioni interpersonali traducendo tutto ciò in minore stimolazione che crea perdita cognitiva. Il nevrotico mette in atto dei meccanismi di evitamento che eliminano la sofferenza del soggetto (se uno ha paura di andare in aereo, non ci va; la stessa cosa non si verifica nello psicotico). MECCANISMI DI DIFESA = meccanismi inconsci che la psiche (IO) mette in atto, a livello inconscio, nei momenti di difficoltà; sono gestiti dall’IO. In quali soggetti si trovano questi meccanismi? In tutti. Sono presenti anche nei casi di nevrosi e psicosi. Freud ha individuato dei meccanismi di difesa detti ARCAICI e altri definiti MATURI. I meccanismi di difesa sono presenti in ogni persona; il più comune è la Rimozione ed è fra i meccanismi Maturi ed è presente nelle persone "normali". Quelli più Arcaici sono presenti nelle psicosi; quelli maturi anche nelle nevrosi; poi ci sono quelli a cavallo tra le forme più gravi psicotiche e le forme nevrotiche. NEVROSI = disturbi che hanno alla base un disturbo conflittuale psichico senza comportare però un distacco dalla realtà quindi conservando un discreto grado di EGOSINTONIA ossia di rapporto tra le persone ed il proprio IO. PSICOSI = si ha invece una destrutturazione più completa della personalità e una situazione di disgregazione psichica che comporta una situazione disturbata sul piano della realtà. In genere si hanno turbe comportamentali e in generale della sfera intellettiva, tali da causare gravi alterazioni che si riflettono sulle relazioni personali e sociali. Le NEVROSI riconoscono alla base un conflitto intra-psichico ossia delle situazioni in cui una componente dell’apparato psichico (IO, SUPER-IO, es.) è in conflitto con le altre. Questo si rifletterà in una situazione di disagio abbastanza controllata dall’individuo; infatti l’individuo può mantenere contatto con la realtà e anche una situazione di relativa EGOSINTONIA cioè non si ha la perdita dei confini del senso. In alcuni casi le nevrosi possono però determinare una situazione di disagio tale da andare oltre alle possibilità dell’individuo di tollerare il disagio e quindi nascono situazioni di EGODISTONIA. Le psicosi sono indubbiamente più gravi ma anche certi tipi di nevrosi creano disagi tali da rappresentare problematiche particolarmente resistenti. Vedi meccanismi di difesa > cosa sono? Sono, naturalmente, inconsci per cui sono messi in atto "automaticamente"dalla psiche. Altro aspetto importante è che sono meccanismi di difesa non necessariamente patologie, ossia non si riscontrano solo nei disturbi mentali ma sono modi caratteristici di ogni individuo di far fronte alle difficoltà della vita con i suoi problemi e rappresentano dei "meccanismi" che l’IO mette in atto per difendere i propri confini e per difendersi dalla possibilità che gli stimoli esterni siano troppo forti e non colpiscano l’individuo su punti inaccettabili. In genere quando Freud parlava di meccanismi di difesa come delle "valvole di sfogo" delle tensioni eccessive, egli intendeva rivolgersi a situazioni in cui era inaccettabile la pulsione che era alla base della tensione stessa. La prima fra tutte queste pulsioni, considerata a rischio per l’individuo, era il piacere rivolto al soddisfacimento degli istinti sessuali. Freud riteneva che fossero inaccettabili dall’individuo e quindi andassero rimossi. Ciò che è più importante è che i meccanismi di difesa, se sono comunque caratteristica di tutti gli individui, possono però prendere delle strade diverse a seconda del meccanismo considerato in base al principio di EVOLUTIVITA’ nell’ambito dei meccanismi di difesa stessi. Ciò vuol dire che esistono meccanismi più arcaici che si fermano prima dello sviluppo e altri che sono più maturi e più tipici dell’individuo adulto che tendono ad essere perciò meglio differenziati e meglio organizzati rispetto ai primi. E’ importante conoscere queste diversità perché questo si tradurrà nella possibilità di impiego, da adulto di determinati meccanismi che se non seguono l’evoluzione normale, quando vengono riproposti da adulti sono l’espressione di un modo abnorme di funzionamento della psiche e quindi espressione di situazioni di psicosi. Ci sono dei meccanismi di difesa che se sono rilevati nell’adulto denotano una patologia anche grave. i più importanti meccanismi di difesa sono: RIMOZIONE - SPOSTAMENTO - NEGAZIONE - SUBLIMAZIONE - FORMAZIONE REATTIVA - SCISSIONE - PROIEZIONE Rimozione è un meccanismo di difesa maturo, ed è molto comune. Fra i più arcaici vi è la identificazione proiettiva, la Proiezione. La formazione reattiva è a metà strada e presenta modalità adottate dal paranoico. Rispetto ai meccanismi di difesa vi sono delle caratteristiche che distinguono quelli dell’adulto da quelli del bambino e che sono:
L’adulto razionalizza il pensiero e giustifica le richieste. Ci sono dei meccanismi di difesa che il bambino piccolo mette in atto perché il suo modo di pensare è influenzato dal principio del piacere, per cui i processi intrapsichici sono determinati dalla reazione e dai modi di soddisfacimento dei desideri che il bambino in alcuni casi sente come intollerabili e dai quali cerca di difendersi con dei meccanismi di difesa (arcaici. primitivi) che funzionano in condizioni fisiologiche fino ad una certa età. Quando, superata una certa età, si riscontra nell’adulto un modo di difendersi (con meccanismi di difesa ) del bambino , si deve pensare di essere di frante a delle situazioni di psicosi. In alcuni casi di nevrosi i meccanismi di difesa utilizzati sono, tutto sommato, ancora abbastanza adulti, anche se cominciano ad essere disfunzionali; in alcuni casi sono espressione di psicosi. Una delle classiche modalità di funzionamento di questi meccanismi di difesa del paranoico si esplica con: formazione reattiva, identificazione proiettiva. Ci sono altri meccanismi di difesa arcaici e relativi ad un periodo precoce dello sviluppo che se vengono riproposti nell’età adulta sono espressione di psicosi:
Lo schizofrenico nell’elaborazione del pensiero adotta un criterio detto di "CONCRETISMO" che è qualcosa di patologico che risponde al tentativo di operare una scissione tra il pensiero astratto e la realtà materiale. Se questa corrispondenza fosse da lui ammessa gli provocherebbe un vissuto di sofferenza per lui insopportabile ed ingestibile. La schizofrenia ha pensieri estremamente concreti (legati alla realtà): esempio del proverbio" una rondine non fa primavera" non intuisce il senso metaforico ed astratto. Si ha la scissione tra ciò che è astratto e ciò che è concreto. Proiezione - identificazione proiettiva - formazione reattiva sono meccanismi di difesa arcaici ed immaturi. Altri meccanismi di difesa più maturi sono tipici del modo di funzionare del pensiero dei nevrotici. SUBLIMAZIONE : indica sicuramente una disfunzione = sta a significare lo spostamento dell’attenzione e dell’insieme da un sentimento visto come negativo, verso qualcosa di idealizzato (scelte religiose). Altri meccanismi di difesa delle nevrosi e comunque maturi sono: lo SPOSTAMENTO e l’ANNULLAMENTO. Questi sono tipici della nevrosi d’ansia e più specificatamente del disturbo ossessivo- compulsivo. Lo spostamento e l’annullamento sono meccanismi di difesa con i quali l’individuo intende allontanare da se stesso un sentimento negativo e (nel caso dell’annullamento) dal quale intende salvaguardarsi. L’annullamento consiste in questo "purificarsi" attraverso per esempio il lavaggio continuo di qualcosa che rappresenta per l’individuo un vissuto e una sensazione di sporco, di negativo e che non è in grado di accettare. Altro meccanismo di difesa maturo (e talvolta tipico dell’individuo normale) è la NEGAZIONE che consiste nel negare determinati sentimenti senza nemmeno prenderli in considerazione (es. vivere un’esperienza e negarla nel ricordo). Tenere presente che la negazione, qualora si associ a meccanismi come la proiezione e identificazione proiettiva può anche essere di tipo psicotico. Differenza tra RIMOZIONE E NEGAZIONE: La rimozione indica il tentativo di dimenticare qualcosa di cui l’individuo è a livello inconscio, consapevole; con la negazione viene cancellato dalla mente il ricordo e si vuole assolutamente negare la possibilità che quello sia avvenuto. In altre parole con la rimozione si sa che è avvenuto quell’episodio e perciò si cerca di non ricordarlo perché sgradevole; nella negazione l’episodio non c’è stato. La nevrosi d’ansia si caratterizzano per i meccanismi di difesa impiegati. La FORMAZIONE REATTIVA consiste nell’assumere un punto di vista apposto da quello che è il sentimento spontaneo che l’individuo sente: ossia se un individuo odia una persona cerca in tutti i modi di convincersi di amarla. Alcuni meccanismi di difesa caratterizzano le modalità che l’individuo adotta e che sono evidenziabili nell’ambito delle nevrosi; altri più immaturi e di carattere disfunzionale, sono caratterizzanti le patologie psicotiche. Altro meccanismo è la RAZIONALIZZAZIONE ossia identificare dei comportamenti o delle pulsioni con delle motivazioni apparentemente logiche ed evidenti (esempio delle scarpe comprate per 20.00 lire in meno). E’ un meccanismo di difesa maturo perché permette di adeguarsi alla realtà senza sensi di colpa gravi e senza reagire negando la realtà.. Tutti i meccanismi di difesa hanno una loro origine ed evoluzione; alcuni, però sono presenti solo ed esclusivamente, dal punto di vista fisiologico, nell’infanzia fino ad una certa età, se li si riscontra nell’adulto hanno sicuramente un significato patologico. Attualmente le NEVROSI sono state "frazionate" secondo le classificazioni già viste. Prima si tendeva a differenziare abbastanza nettamente le nevrosi dalle psicosi, ora la cosa è molto più frammentata. Impostazione del D.S.M. perché più usato. "SCALETTA", del programma da svolgere. NEVROSI D’ANSIA
Questi sono i disturbi di cui ci occuperemo. ASPETTI RIABILITATIVI DELLA SCHIZOFRENIA RIFERITI A STRUTTURE INTERMEDIE E LEGISLAZIONE Le vecchie classificazioni ponevano da un lato le nevrosi e dall’altro le psicosi; in mezzo dei disturbi definiti "border line" = sulla linea, tra le nevrosi e le psicosi. In aggiunta a questi disturbi detti "funzionali" ci sono altri due gruppi di disturbi psichici che interessano, oltre che la psichiatria, anche altre specialità (es. Geriatria) DEMENZA = disturbo mentale organico. La schizofrenia è una malattia per la quale si indirizzano tutte le problematiche della disabilità, del recupero e quindi degli aspetti riabilitativi. Copyright © 1999 by PSICHE2000 |