PSICHE 2000 ASSOCIAZIONE

Per la promozione del benessere interiore

PSICHE 2000 E ALTRE STORIE… di Catia Pegoraro – Psicologa

Mai come ora si è tanto parlato di volontariato e associazionismo. Quanto più la vita moderna rende frammentario e smarrito l’individuo, tanto più cresce il bisogno di recuperare quel senso di appartenenza al mondo che fa sentire accolti nella propria persona e autorizzati ad esistere. La necessità di andare oltre la propria individualità si esprime in tante forme, per esempio nella ricerca di aggregazione e amicizia, nel consolidamento di relazioni affettive importanti, nella condivisione delle emozioni più semplici. Dentro qualunque dimensione si guardi, ci sarà sempre un colore prevalente: quello del consenso e della riconoscibilità che tutti desideriamo dagli altri. Ma cercarsi e appartenersi nel volontariato sono qualcosa di più. Al bisogno naturale di interagire con gli altri si aggiunge la “volontà” di circondarsi, appunto, degli altri. Il volontariato esalta l’intenzione di mettersi al servizio della comunità, di entrare in comunicazione con l’altro donando il proprio tempo e la propria sensibilità, ma lasciando che l’altro doni a sua volta esperienze, sentimenti e speranze. Nella parola volontariato è racchiuso il significato più bello della volontà, intesa come progettualità voluta e costruita pensandosi insieme agli altri: non si fa per gli altri semplicemente, si fa perché gli altri possano fare. Psiche 2000, cui da tempo mi sento legata umanamente e professionalmente, è un esempio forte di come la volontà possa riempire di senso l’aiuto dato a chi versa nelle difficoltà. Promuovere la conoscenza del disagio mentale e sensibilizzare all’ascolto della persona che soffre significano “volere” che quella persona riesca ad essere ciò che è, significano “volere” che ai suoi familiari sia concesso di dare voce alla loro paura e confusione. Il cambiamento avvenuto nella persona che soffre richiede anche il nostro cambiamento: le cose che ha dentro sono vere già soltanto perché le sente e noi possiamo “volerle” conoscere, comprendere e rispettare, consentendo alla nostra visione del mondo di abbracciarne una più disincantata e sofferta.

Psiche 2000 si adopera perché i pazienti possano fare una vita dignitosa, perché i familiari possano amarli, perché gli altri non stiano a guardarli in silenzio, perché le leggi non diventino una custodia di corpi, malati più delle loro menti.

Psiche 2000 “fa” perché la terapia non sia quella del curare ma del prendersi cura; i suoi volontari “fanno” perché vogliono e perché hanno deciso che sono le fragilità e le miserie di tutti a darci l’occasione di migliorare. Ciascuno di noi può decidere di “volere”, a cominciare dal chiamare per nome le piccole ipocrisie quotidiane. Psiche 2000 lo ha fatto perché vuole che a nessuno sia negata la possibilità di lasciarsi stupire dalla vita e dai suoi miracoli…

Ringrazio la Dott.ssa Catia Pegoraro, persona corretta e puntale, dotata di grande professionalità, sensibilità ed umanità... un fatto concreto: è molto stimata trai suoi utenti.

Concordo con quanto scritto dalla la Dott.ssa che ha centrato le motivazioni ed i percorsi che mi hanno portato a fondare questa Associazione… poi la vita, le relazioni riservano cose positive, sorprese e delusioni… anche tra alcuni Medici e Volontari… andiamo avanti…

Spesso diversi utenti mi chiedono dove trovare un serio professionista…

Per trovare, appunto, una professionista corretta e preparata e non essere delusi, mi sento di suggerire la Dott.ssa Pegoraro che è reperibile, previo appuntamento, presso:

a) Centro Medico Uni X - 049 9708688 – Piove di Sacco (Pd)

b) Ambulatorio S. Luca - 0499301444 – Camposampiero (Pd)

M. Barbieri – Responsabile Psiche 2000

 LA FORZA DELLE PAROLE … IL SENSO DELLA “SUA” STORIA…

IL CORAGGIO DI VIVERE 

Sono in molti a scrivere, a dibattere e a formulare considerazioni sul cinismo che trabocca dalla realtà in cui viviamo, ma in pochi evidenziano come esso non sempre nasca dall’egoismo e dalla meschinità, ma spesso dall’arrendevolezza e dall’impotenza di chi subisce in silenzio una solitudine che non si sa combattere e che si finisce per credere inevitabile. Si rinuncia a desiderare, a tenere vive le proprie motivazioni, mentre cresce la convinzione che non si possa condividerle con nessuno “…perché a nessuno interessa ascoltarle…”.

Più si perde la fiducia in sentimenti come l’amicizia e la solidarietà, meno si crede alla possibilità di recuperarli, dimenticandosi di pretendere da se stessi quello che non si può pretendere dagli altri.

Nei miei 8 anni di lavoro a Chiuppano, ho potuto e voluto condividere con Psiche 2000, associazione fermamente impegnata nella promozione del benessere umano e nella sensibilizzazione della comunità alla conoscenza dei bisogni interiori e di ciò che può ferirli, una speranza, quella che ciascuno possa riappropriarsi della consapevolezza necessaria a vivere bene con se stesso, riaffermando la “volontà di essere” a dispetto di quanto, all’esterno, sembra renderla insignificante o superflua. Nell’intento di realizzarlo, abbiamo creduto nella forza dell’accoglienza e dell’ascolto, importanti funzioni comunicative che la Psicologia – non quella creduta essere un passatempo da accademici o uno sterile capriccio da intellettuali – nel suo compito di valorizzare la sensibilità umana, vuole ricordare che esistono ancora, come vuole ricordare che si può uscire dal proprio smarrimento e decidere che il disagio non è per sempre. Sì, perché anche la sofferenza, a volte, sembra indolente, come appiattita, quasi avesse assorbito la stessa omologazione imposta da relazioni sociali sempre più strumentalizzate e “di comodo”.

Il risultato è che tutto si fa più sbiadito e senza senso, con meno voglia di farcela e di avere coraggio.

Chi opera nell’Associazione, dal volontario allo psicologo, crede nella forza dell’ascolto e della comprensione di ogni vissuto umano, e non lo fa per autocompiacimento o per convenienza – questo, purtroppo, lo stile di tanti rapporti interpersonali – ma perché ha scelto di non piegarsi al pregiudizio e di non insultare la dignità della propria condizione umana, offrendo agli altri quello che è già un proprio modo di essere: apertura sincera e leale, sempre discreta ma “vera”, verso gli altri prima ancora che verso il loro bisogno di comunicare ciò che li tormenta, per dare importanza alla persona nel suo essere, all’unicità della sua storia e all’esperienza che l’ha fatta crescere. Tengo a sottolineare quanto il volontariato sia un compagno di viaggio, umano e crudo allo stesso tempo, che richiede un livello talmente alto di condivisione per cui si rendono necessarie una opportuna preparazione e una forte consapevolezza di sé. In questo tempo di impoverimento valoriale e aridità di sentimenti, nel trovare la nostra personale realizzazione, spesso ci imbattiamo nellaretedelconformismo, che ci porta a esprimere solo quello che è coerente con gli stereotipi e il sistema di valori dominanti. Il conformismo contiene una seduzione straordinaria: ci illude sull’appartenenza, al prezzo di compattare i propri talenti sui valori medi del gruppo, ma ci si scorda che, oggi, i valori medi sono sempre più bassi e superficiali. Bene, il volontariato opera nel disallineamento da questa tendenza, nella convinzione che la vera realizzazione di sé richieda il coraggio di dare voce ai propri talenti, sensibilità e diversità di pensiero, insieme alla tenacia di coltivarli nonostante gli ostacoli e l’ignoto, e soprattutto nonostante la sempre incombente mediocrità di chi riveste posizioni di potere e che, pur di conservarle, non esita ad uccidere l’umanità propria ed altrui. Il valore della gratuità in cui si muove il volontariato sancisce tutto questo, acquisendo ancor più rilevanza in una società che tende a monetizzare ogni cosa e a predicarne il suo consumo.

Peraltro, da psicologa, credo alla psicologia non come dispensatrice di verità o di ortodossie da illuminati, ma come ricerca di relazioni che curano, che possano restituire all’animo umano le sue naturali inclinazioni e il coraggio di vivere appassionatamente.

So che continuerò a farlo perché credo nella paziente ricerca della strada che conduce all’essenza di se stessi, perché credo nella forza delle parole, insultate da troppi silenzi e rumori molesti, e perché, come tutti coloro che hanno abbracciato le finalità dell’Ass.ne, ho scelto di non accettare la sofferenza come abitudine, ma come necessità di un nuovo equilibrio e rispetto per sé. E so che tutto questo, dentro Psiche 2000, avverrà sempre nel desiderio di porsi a confronto con l’altro in piena umiltà, definendo con lui volta per volta il lavoro che si sta condividendo ed accogliendone con attenzione ogni aspetto di sé, per cercare insieme il senso della sua storia.

Dott.ssa Catia Pegoraro – Psicologa

I fatti: una lunga battaglia… vinta.

Psiche 2000 ha svolto una lunga battaglia affinché il settore della salute mentale avesse quelle strutture, in passato mancanti, e quella dignità pari ad altre branche della sanità pubblica.

Come è nata, poi, l’idea del Centro di psicologia di Chiuppano?

E’ nata 8 anni fa dopo un percorso durato 20 anni sulla “strada e nel territorio” e da alcune idee semplici ed innovative:

a) il servizio pubblico non può fare tutto, in ogni caso in quel luogo il risultato dipende anche da chi trovi…;

b) anche in salute mentale si può fare prevenzione... e la puoi fare solo stando realmente nel territorio e non chiuso in un ufficio;

interventi precoci possono limitare i danni e/o salvare la persona.

c) l’ascolto, il buon senso, l’umanità e la sensibilità non sono cose ovvie in questa società: possono fare molto;

d) il solo volontariato ha dei limiti; inoltre i volontari ed i professionisti non sono tutti uguali: bisogna fare delle scelte.

Quindi?Anche il privato professionista o il volontariato non può fare tutto, bisogna avere una dose di umiltà ed avere il senso del limite delle proprie azioni di aiuto.Noi non collaboriamo con Operatori arroganti, presuntuosi od onniscienti… quelli che si considerano scienziati della mente… poveri utenti…

Ci teniamo, inoltre, molto lontani daquelli che propinano pseudo terapie fumose... in genere solo atte a cercare clienti… e che possono ledere la persona. Come anche un mal uso di farmaci…

Chi accogliete presso il Centro di Chiuppano?

In genere persone che hanno problemi relazionali con se stessi e gli altri, disturbi d’ansia, depressioni non gravi…ma preciso che non accogliamo tutti. Situazioni o patologie troppo complesse non sono alla nostra portata, non abbiamo i mezzi. Inoltre diciamo no a chi si presenta con modi arroganti e ci scambia per “servi”.

Sui diceva di un’esperienza durata molti anni…

Sì, dal 1984; è ben nota la terribile carenza di servizi e strutture pubbliche, nel settore della salute mentale, negli anni ’80 e ’90.

I pazienti e le famiglie hanno dovuto sopportare sofferenze oltre ogni limite, anche a causa di servizi inesistenti o mal funzionanti. La legislazione era molto carente, mancavano progetti e finanziamenti. Nel 1985 un ristretto gruppo di persone (6-7 in tutto il Veneto), tra cui io, sensibili ai temi della salute mentale iniziarono una difficilissima battaglia finalizzata a svolgere opera di pressione presso le Istituzioni. Bisognava lavorare per una nuova cultura della salute mentale, sull’informazione, lottare contro i pregiudizi, migliorare la legislazione, realizzare progetti e strutture, predisporre gli ingenti investimenti necessari.

Inoltre bisognava premere presso dirigenti e politici, spesso impreparati o superficiali, bugiardi, furbastri (salvo rare eccezioni) persone finte (doppia faccia) che del resto ben rispecchiano una parte della società italiana che si identifica in costoro e li vota.

Quindi un’impresa titanica? I risultati?

Abbiamo usato la forza delle parole, della convinzione, della sofferenza, della proposta e della protesta. Abbiamo dimostrato che l’impegno e la coerenza pagano. Nel 1983 esisteva una sola precaria struttura pubblica. In questa ULSS 4, oggi ce ne sono 15.

I fatti hanno dimostrato che avevo ragione io quando premevo e denunciavo le carenze, e non i “bugiardi” di cui ho parlato sopra.

Problemi? Chi si batte per la verità, in Italia, non riceve premi, viene osteggiato, anzi si cerca di farlo fuori, con vari “mezzi”… comunque abbiamo vinto noi, ha vinto la forza della verità.

Non sarà stato tutto negativo. Siete stati aiutati?

Sono esperienze particolari che ti fanno crescere enormemente. Aiutati? Qualche rara volta… da pochi… ma buoni… grazie.

Noi abbiamo preparato il terreno e abbiamo combattuto la guerra... altri gruppi sono arrivati anni e anni dopo, quando nel deserto di questo settore erano già arrivate l’acqua e l’erba.

La cosa più deludente? L’assenza dei familiari… e anche degli utenti… il 99% non si iscrive a nessuna associazione. Pregiudizi, stigma, vergogna…. rispetto ai disturbi mentali e ai disagi psicologici.

Barbieri Mariano – Fondatore Associazione Psiche 2000

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